Teoria
Il minimo
partizionamento richiesto prevede:
- una partizione generale (/, root) in cui saranno inseriti tutti i file.
- una partizione di swap (usata come
Virtual Memory/ quando si
esaurisce RAM)
E' preferibile, nelle installazioni standard avere un
miglior partizionamento cioè dedicare partizioni indipendenti per:
- / (la root,
sotto la quale stanno tutte le altri directory
- /boot
(partizione di boot, dove risiede kernel
e file di boot. 1 Gb di spazio possono bastare)
- /var
(partizione in cui vengono messi file che cambiano di dimensione, tipicamente i
log. E' utile averla su partizione indipendente per evitare che un aumento dei
log inattesi riempa tutto il filesystem.
Farla almeno di 500 Mb)
- /home (dove risiedono i file di
tutti gli utenti.
- /tmp dove risiedono
file temporanei.
In fase di partizionamento, oltre a decidere come
partizionare gli hard disk bisogna assegnare ad ogni partizione un mount point.
Per esempio se abbiamo un hard disk da 10 Gb come primary
master e lo vogliamo dividere in 6 partizioni, potremo ottenere:
|
Partizione |
Mount Point |
Partizione |
Mount Point |
Partizione |
Mount Point |
|
/dev/hda1 |
/ |
/dev/hda2 |
/boot |
/dev/hda3 |
/var |
|
/dev/hda4 |
/home |
/dev/hda5 |
/tmp |
/dev/hda6 |
SWAP |
Notare che la partizione di SWAP non necessita di un mount point.
Per /dev/hda si intende l'hard disk Primary Master IDE. I numeri successivi indicano le partizioni all'interno dell'hard disk.
Gli hard disk IDE hanno i seguenti nomi:
Primary Master: /dev/hda
Primary Slave: /dev/hdb
Secondary Master: /dev/hdc
Secondary Slave: /dev/hdd
Le singole partizioni di un hard disk hanno nomi tipo:
- /dev/hda1 (prima partizione del primary master)
- /dev/hdc4 (quarta partizione del secondary master)
Considerare inoltre che possiamo formattare ogni partizione con un file system
diverso.
Possiamo per esempio avere, nell'esempio sopra, tutte le partizioni in ext3
(File System nativo di Linux) e la partizione /dev/hda4
( dove viene montala la /home ) formattata in FAT 32 (File System di Windows
98, supportato anche da Linux).
Altra cosa da ricordare è che Linux, a differenza di Windows, non necessita di una partizione primaria, ma può essere installato anche all'interno di una partizione estesa.
SITO FORUM UBUNTU
L'ambiente Live di Ubuntu consente di installare la distribuzione, basta, infatti, cliccare sull'icona presente sul desktop chiamata Install per avviarla(dopo aver eseguito ubuntu dal cd).
L'interfaccia di Ubuntu

Partita l'installazione, verrà presentata una finestra in cui è necessario specificare la lingua utilizzata, la quale verrà utilizzata sia per il processo di installazione, sia verrà impostata come lingua predefinita del sistema.
Dopo tale schermata verrà chiesto il fuso orario ed il layout della tastiera in uso.
Scelta della lingua

Si approda, quindi, alla finestra che consente di scegliere il nome utente e la password del sistema che si sta per installare.
Il nome utente e la password saranno quelle dell'utente che poi dovrete utilizzare come utente "desktop", cioè come utente di lavoro all'avvio di Ubuntu.
Una delle particolarità di Ubuntu è che non viene "abilitato" l'utente root (l'amministratore del sistema), ma viene approntato un sistema per garantire all'utente che state per creare i privilegi di root in condizioni particolari.
Scelta Utente e Password

Superata anche quella fase, si rende necessario partizionare il disco rigido in modo da "dare spazio" ad Ubuntu accanto al vostro sistema operativo.
Se avete solo Windows potete anche scegliere il partizionamento automatico, che ridimensiona ed imposta automaticamente le partizioni per l'installazione di Ubuntu (ricordatevi, se avete Windows, di effettuare un defrag per rendere più agevole il ridimensionamento).
Partizionamento automatico
del disco

Il partizionamento manuale consente, a differenza di quello automatico, di scegliere quali partizioni ridimensionare, quali, eventualmente, eliminare, ma soprattutto consente di creare le partizioni necessarie a Linux secondo le proprie esigenze.
Una qualsiasi distribuzione ha bisogno di una partizione di root (identificata da "/" e da non confondersi con l'utente root), poi ha quasi sempre bisogno di una partizione di Swap, in pratica una partizione di "appoggio" per estendere virtualmente la RAM (la swap può essere omessa se avete più di 512 MB di RAM), e in molti casi è saggio prevedere una partizione separata per la "Home", la cartella in cui vanno a risiedere i file degli utenti, sia quelli di configurazione che quelli personali (che in questo modo sono indipendenti dal sistema).
Un buon compromesso per assegnare lo spazio alle partizioni è circa 10-15 GByte per Linux, da 512 a 1 GByte per la SWAP e circa 5 GByte per la Home; ovviamente l'impostazione varia da scenario a scenario, ma è bene tenere abbastanza costanti i rapporti tra le dimensioni appena citate.
Partizionamento del disco

Dopo aver operato sulle partizioni a piacimento, il programma di installazione chiederà i mount point da assegnare alle partizioni. Come dicevamo poco fa, è possibile, oltre che assegnare il mount point della partizione di root "/" e della swap, assegnare quello della Home (/home) ed eventualmente quello di partizioni windows presenti (ad esempio come /windows o /media/windows).
Assegnamento mount point

La finestra successiva mostra un riepilogo delle impostazioni e chiede conferma prima di procedere con la configurazione vera e propria.
Considerate che fino a questo punto è possibile tornare indietro e modificare a piacimento anche le partizioni; dopo questo punto le modifiche verranno messe in atto e sarà impossibile tornare indietro.
Effettuate sempre un backup prima di compiere questa operazione, poiché un eventuale blocco successivo a questa fase potrebbe farvi perdere i dati del computer.
Conferma operazione

Dopo la conferma, parte l'installazione vera e propria in un tempo variabile tra i dieci ed i trenta minuti e il programma provvederà a configurare le partizioni, a copiare il sistema Ubuntu ed i pacchetti relativi e a configurare le impostazioni (come la lingua, il bootloader e molto altro).
Sebbene questa fase sia molto sicura, si chiede comunque di porre attenzione all'andamento dell'installazione, così che in caso di blocco possiate comprenderne le cause.
L'installazione dei
pacchetti

Terminata l'installazione e la configurazione, il programma vi invita a riavviare il computer per iniziare ad utilizzare Ubuntu, oppure continuare ad usare l'ambiente Live (se ad esempio dovete completare delle operazioni) e riavviare quando più vi aggrada.
Riavviare il computer

Una volta riavviato il pc non presenterà la lingua italiana completa, per integrarla dal pannello di GNOME: Sistema → Amministrazione → Supporto lingue → e scegliere la lingua desiderata.
Ricordarsi anche di effettuare gli aggiornamenti: pannello di GNOME → Sistema → Amministrazione → Gestore aggiornamenti.